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Critica e trattatistica del barocco. Tesauro e la critica barocca. Madame reali fra i Savoia. Alessandro Tassoni

Critica e trattatistica del barocco Tesauro e la critica barocca Emanuele Tesauro Emanuele Tesauro  Il Cannocchiale Aristotelico Nobile piemontese, ex gesuita, Emanuele Tesauro visse alla corte di Torino, in forte rapporto con la nobiltà brillante e rissosa del Seicento.  Non tutta la trattatistica teorica sull'acuteza a metà Seicento muove dalle esigenze moderate che condizionano le regole del Peregrini e del Pallavicino.  Il più celebre trattato sul concettismo, Il Cannocchiale aristotelico di Emanuele Tesauro, se ha in comune con i moderati l'impegno di regolamentazione del nuovo stile, non ne condivide la risentita polemica contro le esagerazioni, è animata anzi da un vibrante entuusiasmo per il meraviglioso potere della argutezza.  Gran madre d'ogni ingegnoso concetto, chiarissimo lume dell'oratoria e poetica  elocuzione, spirito vitale delle morte pagine, piacevolissimo condimento della civile conversazione, ...

La trattatistica barocco - moderata

Critica e trattatistica del barocco La trattatistica barocco - moderata San Matteo e l'angelo. Caravaggio Con la disputa intonro all'Adone si conclude la stagione delle grandi polemiche che, hanno scandito la storia del gusto italiano tra secondo Cinquecento e primo Seicento.  A metà secolo gli episodi più importanti della storia della critica italiana vanno cercati nella trattatistica sul concettismo. Si tratta di una fase di ripensamentto, e per certi rispetti anche di ristagno, dopo i grandi entusiasmi e le grandi proteste di fronte alla nascita del nuovo stile, per cui l'ansia di novità della cultura secentesca si volge in una direzione differente: l'attenzione si concentra sul perfezionamento delle regole retoriche, sull'aggiornamento dell'estetica, con l'orgoglio barocco nell'affrontare temi non sistematicamente affrontati dagli antichi ma anche con la preoccupazione moderata di evitare attraverso na regolamentazione i difetti d...
Critica e trattatistica del barocco Da: Le discussioni sull'Adone Girolamo Aleandri Pronipote dell'illustre cardinale di cui porta il nome, nasce vicino a Treviso nel 1574 e muore a Parma nel 1629. Comincia giovanissimo la sua attività letteraria, componendo poemetti e, in latino, i Psalmi poenitentiales. A Roma è a servizio di Barberini ed è animato da un intenso fervore letterario. Il suo nome è legato  all'appassionata Diffesa dell'Adone, scritta coontro il libello Dell'Occhiale di Tommaso Stigliani, all'interno dell'acceso dibattito dell'epoca sull'Adone, la famosa opera letteraria di Giambattista Marino.  Angelico Aprosio Ventimiglia A lui si deve unaa delle più antiche biblioteche d'Italia. Essa si trova a Vrntimiglia Alta, nell'antico palazzo comunale di via Garibaldi.  Angelico Aprosio, entra nel convento agostiniano a Ventimiglia, distinguendosi soprattutto negli studi teologici e filosofici. E...

Critica e trattatistica del barocco. Da: La critica antipetrarchistica del Tassoni

Baltasar Graciàn Filosofo e gesuita e uno dei più importanti scrittori aragonesi del Siglo de Oro Nasce a Belmonte presso Calatayud, nella provincia di Saragozza, nel 1601 e muore a Terragona nel 1658. E' il teorico più rappresentativo del concettismo, lo stile letterario barocco spagnolo, che si caratterizza per le espressioni ellittiche e per la concentraziione di un massimo di significato in un minimo di forma. Entra nell'ordine gesuitico, si dedica a una giovanile attività didattica che forse ispira il futuro trattato del 1642 Agudeza y arte de igenio, saggio di letteratura e estetica. Nel frattempo, acquisisce fama di predicatore, scontrandosi a volte con i suoi superiori pper il temperamento irrequieto che lo anima. Le sue prime pubblicazioni (El Héroe, del 1637; El Polìtico, del 1640), attraversate da un rigido antimacchiavellismo, propongono modelli di comportamento cortigiano (El Discreto del 1646, e l'Oraculo manual Y arte de prudencia, del 1647) ...

Da Critica e trattatistica del barocco. di Franco Croce

Da Critica e trattatistica del Barocco.  Nel momento in cui la poesia e la prosa italiane devono rinunciare ad alcuni temi forti: l'esplorazione della natura più profonda di Amore, un solo argomento rimane ad animare il dibattito dei letterati, la sperimentazione sulla forma.  CLAUDIO ACHILLINI: Accolto all'accademia dei Lincei, nel 1622, il suo Rime e prese, rappresenta l'apogeo del barocchismo italiano. Pubblicato nel 1632, è ricco di metafore stravaganti e sorprendenti. Il verso <<sudate, o fochi, a preparar metalli>>, indirizzato a Luigi XIII per la conquista della Rochelle, verrà beffeggiato dalla critica letteraria a partire dal secolo XIX. Alessandro Manzoni lo utilizzerà come richiamo ironico nel XXVIII capitolo de I promessi Sposi.   Claudio Achillini dedica al re di Francia Luigi XIII, in occasione della conquista della Rochelle, il verso <<sudate, o fochi, a preparar metalli>>. SANT'AGNESE A ROMA: ...