Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Gabriele D'Annunzio

Romanzo italiano del Novecento. Premessa metodologico-storica. Gli snodi stilistici e letterari fra Otto e Novecento

Romanzo italiano del Novecento Premessa metodologico-storica Gli snodi stilistici e letterari fra Otto e Novecento Giacomo Leopardi Nello svolgersi del proprio iter (storico, tematico, strutturale, ideologico), la letteratura si è spesso imbattuta in pietre d'inciampo che ne hanno ostacolato la linearità del percorso oppure che è riuscita ad aggirare. La storia letteraria è tutta un susseguirsi di movimenti e di poetiche, ora contraddittori, ora progressivi, che hanno determinato un evolversi di rivoluzioni lingustiche, strutturali, formali che non hanno segnato soltanto il tempo della letteratura, ma anche il costituiri del gusto, della sensibilità, del costume, dell'essenza della società e dell'uomo stesso. Ogni operazione di scrittura compiuta dallo scrittore non è mai stata un gesto di sempplice risoluzione formale di un atto compositivo. In ogni momento l'esercizio della parola si è sempre scontrato con degli snodi che sigono di essere sciolti s...

La pioggia nel pineto

GABRIELE  D'ANNUNZIO La pioggia nel pineto Nella Pioggia nel Pineto l'elemento musicale predomina su tutti gli altri, nel senso che le proposizioni verbali e le immagini visive, olfattive, tattili, si riportano all'instabilità e al brivido della lor musica più che al loro significato e contorno preciso: e la stessa Ermione sempre presente, alla quale il poeta si rivolge e che diffonde la sua femminilità in tutto il suo pesaggio sonoro di questa pioggia, e qui tramutata, in un accordo fondamentale che intona tutta la musicale fantasia. Le parole, tendono dunque alla pura grazia della trama fonica, atta a suggerire la dolcezza d'immaginare una pioggia che bagna il viso, le mani, le vesti di donna bella, e amata, nel fresco di una pineta, al tempo dell'estate. Perché l'estate, la grande estate, è la premessa di questa pioggia e ne crea il desiderio.  L'ispirazione, desiderio di freschezza, nasce in una specie di sete e d'arsura che il poeta ...

La sera Fiesolana.

GABRIELE  D'ANNUNZIO La sera fiesolana La sera fiesolana merita di essere tutta esaminata, perché è il tipo di quelle liriche del terzo libro delle Laudi, che si scindono in più altre, ciascuna bella per sé, e tenute insieme da un lievissimo legame esteriore oltre, s'intende, il titolo.  Fresche le mie parole ne la sera ti sien come il fruscìo che fan le foglie del gelso nella man di chi le coglie silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta su l'alta scala che s'annera contro il fusto che s'inargenta  con le sue rame spoglie mentre la luna è prossima alle soglie cerule e par che innanzi a sé distenda un velo ove il nostro sogno si giace  e par che la campagna già si senta da lei sommersa nel notturno gelo e da lei beva la sperata pace senza vederla.  Laudata sii pel tuo viso di perla,  o Sera, e pé tuoi grandi umidi occhi ove si tace l'acqua del cielo! Si vede subito che la bellezza delle parole, simile...

Gabriele D'Annunzio, Nella prosa notturna la critica più recente scorge un D'Annunzio diverso e più sincero

GABRIELE D'ANNUNZIO NELLA PROSA NOTTURNA LA CRITICA PIù RECENTE SCORGE UN D'ANNUNZIO DIVERSO E PIù SINCERO Per molti anni l'orientamento della critica nei riguardi dell'opera e della personalità del d'Annunzio è rimasto fedele al saggio che il Croce scrisse a tale proposiito fin dal 1903. Il Croce innanzi tutto fece una netta distinzione tra la vera personalità dannunziana e quelle false che il poeta stesso e gli altri gli imposero il falso buono, il falso eroe, il falso mistico, il falso profeta ecc. La personalitàvera resta quella di un sensuale, anzi di un <<dilettante di sensazioni>> privo di <<umanità>> e di una qualsiasi carica ideale. Il Gargiulo confessava sostanzialmente la tesi crociana, definendo il D'Annunzio un poeta <<privo di interiorità>>, ma grande <<lirico paesista>>. Il Flora riduceva il motivo della sensualità alla <<presenza dell'animalità o bestialità>>: tutti ...

La Figlia di Jorio è una fervida rappresentazione delle passioni e superstizioni barbariche d'Abruzzo

La <<Figlia di Jorio>> è <<una fervida rappresentazione delle passioni e superstizioni barbariche d'Abruzzo>> Mila di Codro, La figlia di Jorio Uno degli aspetti nuovi del teatro italiano del Novecento è, l'abbandono dell'imitazione francese per un ritorno a fonti e a ispirazioni nostrane. Un contributo indubbiamente notevole al rinnovamento del teatro italiano fu dato dal D'Annunzio, il quale nei primi drammi in prosa (La città morta, La Gioconda, La Gloria), scritti negli ultimi anni dell'Ottocento, si richiamava alla tragedia dell'antica Grecia; tuttavia l'abuso della parola, la sonorità verbale e l'ostentato componimento oratorio dimostrano che si trattava di una innovazione soltanto formale. Maggior successo e più ampio consenso di critica riportò invece la Francesca da Rimini (1902), una tragedia in cinque atti, in cui il D'Annunzio abbandona la prosa troppo sonora e usa il verso. <<Poema di sangue e di ...

Ispirazione panica e sensuale nelle migliori liriche di Alcyone

  Ispirazione panica e sensuale nelle migliori liriche di <<Alcyone>> La pioggia nel pineto La sera fiesolana La produzione lirica del D'Annunzio è quasi tutta nella raccolta intitolata "Laudi del cielo del mare della terra degli eroi". Nel primo volume (Laus vitae) troviamo l'esaltazione del mondo mitico dell'Ellade; nel secondo (Elettra) la celebrazione dei grandi eroi della patria; nel quarto (Merope: Le canzoni delle gesta d'Oltremare) l'esaltazione dell'impresa biblica; ma è nel terzo libro (Alcyone) dove il poeta, dà l'esatta misura delle caratterisiche e dei limiti della sua poesia. Qui il poeta abbandona il decadentismo come malattia e perversione e sviluppa la nuova poetica decadente come ricerca della musica, l'unico fine è quello del cantare per cantare. Abbandonato l'estetismo e il superomismo con tutte le intrusioni psicologiche che ne derivano, il poeta ritorna alla natura, riversando su di lei...

Estetismo e superomismo sono i due aspetti caratteristici della personalità e dell'opera di Gabriele D'Annunzio

Estetismo e superomismo sono i due aspetti caratteristici della personalità e dell'opera di Gabriele d'Annunzio A parte le diverse valutazioni che della personalità e dell'opera di Gabriele d'Annunzio vengono date, resta indubbio che lo scrittore di Pescara, ebbe la coscienza polemica del decadentismo e proprio con lui <<la figura del poeta decadente si accampa risoluta fra noi, in un modo che si potrebbe dire programmatico, e la sua presenza si fa così esclusiva che decadentismo e dannunzianesimo diventano una cosa sola, in lui e nei suoi seguaci>>. La prontezza con cui il poeta seppe cogliere le più ardite esperienze intellettuali dell'epoca gli permise di raggiungere una fortuna clamorosa, conquistando rapidamente con l'opera sua una fama europea, spezzando gli angusti limiti entro cui era racchiusa la nostra letteratura e ampliandone la tematica. Temperamento inquieto avido di sensazioni e di esperienze nuove, incapace di intendere la ...