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Visualizzazione dei post con l'etichetta storia

L'inutilità della guerra

"Pur senza giungere all'estremismo di Marinetti che considerava la guerra "la sola igiene del mondo", circolava fra gli intellettuali italiani l'idea che il confronto bellico, ancorché doloroso, fosse comunque necessario; un passo obbligato per attuare una rigenerazione morale ritenuta indispensabile per un paese come l'Italia, appena formatosi come nazione e con qualche conto ancora aperto sul piano dell'irrdentismo." Da Romanzo italiano del Novecento di Sergio Pautasso Non c'è nessun vantaggio nella guerra e nessuna necessità di farla, serve solo a far diventare le persone più cattive, a produrre negatività e morte. Se tutte le persone a livello globale, vivessero seguendo il buon senso, la guerra non sarebbe più necessaria.  Madame Vrath http://madamevrath.blogspot.it/ http://riflessionidamadamevrath.blogspot.it/ http://lastoriaumana.blogspot.it/ http://www.filosofiealternative.filosofiealternative.com/ http://www.ps...

La trattatistica barocco - moderata

Critica e trattatistica del barocco La trattatistica barocco - moderata San Matteo e l'angelo. Caravaggio Con la disputa intonro all'Adone si conclude la stagione delle grandi polemiche che, hanno scandito la storia del gusto italiano tra secondo Cinquecento e primo Seicento.  A metà secolo gli episodi più importanti della storia della critica italiana vanno cercati nella trattatistica sul concettismo. Si tratta di una fase di ripensamentto, e per certi rispetti anche di ristagno, dopo i grandi entusiasmi e le grandi proteste di fronte alla nascita del nuovo stile, per cui l'ansia di novità della cultura secentesca si volge in una direzione differente: l'attenzione si concentra sul perfezionamento delle regole retoriche, sull'aggiornamento dell'estetica, con l'orgoglio barocco nell'affrontare temi non sistematicamente affrontati dagli antichi ma anche con la preoccupazione moderata di evitare attraverso na regolamentazione i difetti d...

Critica e trattatistica del barocco. Le discussioni sull'Adone

Le discussioni sull'Adone Venere e Adone. Canova  Venere e Adone. Veronese Proprio per l'equivoco che si nascondeva nel nesso tassoniano tra progresso delle scienze e progresso della poesia, la seconda grande disputa letteraria secentesca, svolta sul maggiore poeta del presente, il Marino, disputa poco attenta al rapporto tra la nuova letteratura e la nuova scienza è solo in parte sminuita da questo mancato aggancio culturale: e se in essa non troviamo certo la testimonianza complessa delle varie spinte innovatrici secentesche che ci offre la critica di Alessandro Tassoni, troviamo però schemi più precisi per ordinare le tendenze di gusto secentesche. Nella polemica sul Petrarca era solo la voce dell'innovatore Tassoni che contava; qui si delineano tre posizioni critiche tutte di notevole importanza. Il conservatore, l'accusatore dell'Adone ed iniziatore con il suo Occhiale della polemica, Tommaso Stigliani, superiore all'avversario del Tass...

L'Europa dell'Alto Medioevo e la formazione della società feudale

L'EUROPA DELL'ALTO MEDIOEVO E LA FORMAZIONE DELLA SOCIETA' FEUDALE La regressione economica e demografica Il periodo che va dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente all'VIII secolo coincide con il momento di massima decadenza economica e sociale, caratterizzata da un netto calo demografico (acuito da saccheggi, dalle carestie, dalle epidemie) e da un vistoso spopolòa mento delle città. Dal punto di vista economico, il dato fondamentale è l'estrema rarefazione del sistema degli scambi, cui si accompagna un sostanziale abbandono delle vie di comunicazione. Il centor della vita economica alto medievale è la curtis, che realizza quasi totalmente al suo interno le funzioni di produzione e consumo necessarie alla sussistenza. La fine della centralità del Mediterraneo Dal punto di vista geografico, a partire dall'VII sec. il centro dell'Occidente medievale non coincide più con il Mediterraneo, con il mare nostrum romano, e si sp...

Dalle origini al quattrocento. Introduzione. Storia e cultura. Da "Testi nella storia". Cesare Segre e Clelia Martignoni

Dalle origini al quattrocento. Introduzione Storia e cultura. La nozione di Medioevo, "età di mezzo", formulata dagli umanisti quattrocenteschi, implicò a lungo una valutazione negativa, evocando l'idea di un periodo di decadenza, di barbarie e di tenebre culturali, collocato fra lo splendere della civiltà romana e il modenro Rinascimento. Invece, come si è messo in luce fin dall'Ottocento, l'epoca medioevale fu un'età di trasformazioni e di fermenti, un'età feconda in cui si posero le basi di una nuova civiltà: vi trovano origine le nazioni moderne e la loro storia politica, letteraria, artistica, culturale. Il Medioevo comprende nella formula più estesa il millennio tra le due date convenzionali del 476 d. C. (deposizione di Romolo Augustolo) e del 1492 (scoperta dell'America): ma il periodo è più limitato se ci riferiamo alla storia letteraria italiana, che presenta elementi "moderni" già a partire dal secondo Trecento. ...