GABRIELE D'ANNUNZIO La sera fiesolana La sera fiesolana merita di essere tutta esaminata, perché è il tipo di quelle liriche del terzo libro delle Laudi, che si scindono in più altre, ciascuna bella per sé, e tenute insieme da un lievissimo legame esteriore oltre, s'intende, il titolo. Fresche le mie parole ne la sera ti sien come il fruscìo che fan le foglie del gelso nella man di chi le coglie silenzioso e ancor s'attarda a l'opra lenta su l'alta scala che s'annera contro il fusto che s'inargenta con le sue rame spoglie mentre la luna è prossima alle soglie cerule e par che innanzi a sé distenda un velo ove il nostro sogno si giace e par che la campagna già si senta da lei sommersa nel notturno gelo e da lei beva la sperata pace senza vederla. Laudata sii pel tuo viso di perla, o Sera, e pé tuoi grandi umidi occhi ove si tace l'acqua del cielo! Si vede subito che la bellezza delle parole, simile...
Partendo dalla premessa che ogni pensiero è una manifestazione della nostra energia, con questo blog, mi propongo di indagare sulla natura umana attraverso le opere e la storia della letteratura, intesa a livello globale, dalle origini fino a noi.